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Data di pubblicazione: 26 gennaio 2009

Sigilli a venti villette abusive

Repubblica
Piemonte
«Il risultato finale è quello di un disegno urbanistico nel complesso molto diverso da quello autorizzato con la lottizzazione». Con queste parole il pubblico ministero Roberto Rossi motiva il provvedimento che, ieri mattina, ha portato al sequestro di venti villette, realizzate in una zona non distante da Parchitello a Poggio delle Ginestre. L´inchiesta conta tre indagati. Sono Francesco Semeraro, di 61 anni, titolare dell´impresa "EdilPuglia", Giovanni Maggi, di 26, a cui fa capo l´omonima azienda (entrambi sono di Locorotondo) e Antonio Buono, di 50, di Noicattaro, progettista dei lavori.

L´accusa è concorso in lottizzazione abusiva. Secondo quanto ricostruito dagli agenti della polizia municipale di Noicattaro, le villette, alle quali sono stati apposti i sigilli con un decreto di sequestro preventivo, sarebbero state realizzate senza il provvedimento del consiglio comunale che avrebbe dovuto dare il via libera alla lottizzazione. In un provvedimento di trenta pagine, il pubblico ministero ricostruisce la storia del complesso edilizio, cominciata nel 2005, quando il Comune rilascia il permesso di costruire le venti villette. Si tratterebbe però di un atto, spiega la procura, «illegittimo» che di fatto contrasta con gli strumenti urbanistici in vigore.

Le due imprese, in altri termini, secondo l´ipotesi del pm, avrebbero realizzato opere «differenti in termini quantitativi e qualitativi» da quelle previste con la convenzione della lottizzazione, stipulata con il Comune nel settembre del '99 dalla precedente proprietaria dei terreni. Il pubblico ministero, spiegando la necessità di procedere con il sequestro preventivo del complesso edilizio, sostiene come anche la volumetria maggiore di quella fissata dal progetto originario. E, infatti, ragiona, «sul piano qualitativo il progetto autorizzato dal permesso a costruire prevede strutture che per dimensioni, ubicazione, caratteristiche architettoniche, numero di piani e destinazione d´uso di alcuni spazi discostano del tutto dalla convenzione di lottizzazione».
Il cantiere per la costruzione del complesso è stato aperto nel 2005. Alcune villette sono già ultimate. Su altre, invece, procedono i lavori. Per la procura, realizzando il complesso edilizio, sulla base del permesso di costruire, rilasciato nel 2005 e aggiornato due anni più tardi, le due imprese hanno di fatto realizzato «sostanzialmente una continuità di corpo di fabbrica, prospettando così un´edificazione a schiera con aumento considerevole della superficie coperta».

E invece i costruttori avrebbero dovuto fare riferimento all´autorizzazione alla lottizzazione, quella del ´99, che invece prevedeva la realizzazione non di un complesso edilizio, ma di «unità abitative collocate negli otto lotti in maniera singola o abbinata». Ora la parola passa al gip che dovrà decidere se convalidare il provvedimento di sequestro preventivo, disposto d´urgenza dal pm.
(24 gennaio 2009)


Fonte:
Repubblica

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