venerdì, 3 dicembre 2021
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Data di pubblicazione: 25 November 2021

La PM contro l’amministrazione

Letteraemme
Sicilia

MESSINA. La Polizia municipale di Messina è sul piede di guerra: se entro giovedi 25 non arriveranno risposte certe da parte dell’amministrazione su mancata nomina di un comandante di ruolo e riorganizzazione della struttura, tre sindacati (Cgil, Cisl e Cas) si dicono pronti a “tutte le forme di lotta previste dalla normativa vigente a tutela dei lavoratori”. Dall’incontro con il direttore generale Federico Basile di domani, spiegano i sindacati, dipende la cessazione o l’indizione di stato di agitazione, assemblea permanente e infine sciopero, con le tre sigle pronte a rivolgersi a giudice del lavoro e ispettorato.

Come mai, e quali doglianze lamentano i sindacati? Lo spiega con dovizia di particolari un comunicato. “Ci riferiamo – spiegano – alla mancata nomina di un Comandante di ruolo, con la qualifica di Ufficiale di P.G., necessaria a svolgere a pieno le funzioni delegate dalle leggi e regolamenti, si rende indispensabile per garantire al Corpo di Polizia Municipale di una città metropolitana, la necessaria autonomia e imparzialità che il ruolo ricopre. Invece, il ruolo di Comandante viene attribuito, in modo improprio, al Dirigente di turno che, per via delle limitate prerogative attribuite dalla legge, deve limitarsi a gestire il Corpo solo dal punto di vista amministrativo. In questi anni, dopo l’ultimo vero Comandante Gen. Calogero Ferlisi, non si è voluto provvedere ad attivare alcuna procedura concorsuale al fine di individuare una figura legittimata a ricoprire tale incarico. Si è provveduto, invece, ad individuare delle figure provvisorie che sono a fine carriera, privi delle competenze specifiche e delle relative funzioni, salvo poi ricondurre il tutto alla gestione del Direttore Generale che, per effetto dell’ultimo Decreto Sindacale ricopre, di fatto, tra gli altri anche il ruolo di Dirigente della Polizia Municipale. Tale comportamento lascia intendere una volontà chiara di voler gestire direttamente il Corpo, minando quel principio di imparzialità necessaria per lo svolgimento dei compiti demandati dalla legge; – la riorganizzazione di una struttura, quale quella del Corpo di Polizia Municipale, deve passare dalla ricerca di obiettivi d’interesse della cittadinanza, nonché da una verifica sulla fattibilità per il raggiungimento di tali obiettivi. Per fare ciò è indispensabile tenere conto delle risorse disponibili, che necessariamente devono passare dal possesso delle capacità dei soggetti coinvolti, dalle competenze professionali e dal possesso dei titoli. Scelte basate su criteri diversi, oltre che esporre la struttura a sicuri insuccessi, da spunto a pensare che vi sia una gestione di natura clientelare, tesa a soddisfare bisogni personali e non dell’intera collettività. Ciò è provato dall’assenza di personale adibito al coordinamento e controllo (ruolo Commissari con qualifica di Ufficiali di P.G.) le cui nomine risultano ormai indispensabili. Tali figure sono state surrogate dagli Ispettori che possono coordinare altri addetti, ed invece sono stati nominati impropriamente coordinatori di sezione, in contrasto con quanto previsto dal CCNL, confermato dalla Delibera di Giunta Municipale n° 334 del 14/06/2021. Ciò sulla base di decisioni opportunistiche, mettendo a rischio gli stessi, i quali, occorre precisare, non possono effettuare alcun controllo sull’attività svolta dagli agenti operanti; – si ricordi la richiesta prot. n. 201246 datata 29 luglio 2021 per l’attivazione del Comitato Paritetico dell’Innovazione per affrontare il tema del Cambio Profilo Professionale del personale della P.M., seppur con limitazioni, risultano idonei alle mansioni di Istruttore di 2 Polizia Municipale. Non solo questo organismo, previsto dal contratto, non è stato attivato, ma per tutta risposta si sono attivate, invece, le procedure per il cambio profilo, trattando il personale alla stregua dei pacchi postali. Non si è in alcun modo tenuto conto della loro professionalità, delle competenze, delle esperienze maturate in questi lunghi anni di servizio e, soprattutto, non sono stati spiegati quali impatti avranno questi trasferimenti sull’organizzazione del Corpo; – il mancato rispetto degli orari di servizio, nonostante la recente approvazione del regolamento orario del Comune di Messina, si pensi ai servizi con orario 20-02 o addirittura 22-04; la mancata attuazione generalizzata della programmazione dei servizi (feriali, domenicali e festivi); – impiego personale notturo per coloro che non hanno in dotazione l’arma. Trattasi di esigenze essenzialmente di prevenzione, il cui svolgimento può concretamente porre in pericolo l’incolumità di chi li esplica. – il blocco del turn over sino al 2024, che porterà alla completa paralisi del Corpo, che fisiologicamente ha bisogno di ricambi di personale, basti pensare ai 46 contrattisti ancora precari e alla possibilità di attingere dalla graduatoria degli idonei; – l’ennesimo blocco delle ferie e permessi per il periodo natalizio, senza precisare quelle che sono le esigenze organizzative che limitano il diritto dei lavoratori al riposo, al pari di tutti gli altri lavoratori del Comune. Come accade ormai da parecchi anni, l’Ente non ha pianificato le ferie dei dipendenti nel periodo Natalizio, privando a tutti di poter trascorrere qualche giorno in famiglia. Ricordiamo che le ferie svolgono una funzione ristoratrice, ossia consentono al lavoratore di recuperare le energie psico–fisiche impiegate durante l’attività lavorativa. Si ricorre, ormai, molto spesso al blocco delle ferie, già verificatosi per il ferragosto e per il periodo della commemorazione dei defunti; – non ultimo, il continuo dileggio del Corpo di Polizia Municipale, a mezzo social, da parte di chi, invece, avrebbe dovuto difenderlo ed onorarlo. Si sottolinea, per l’ennesima volta, che tali comportamenti alimentano odio sociale nei confronti del personale della P.M., mettendo a rischio, finanche, l’incolumità fisica degli operatori, senza alcuna distinzione”.

 

Fonte: LetteraEmme

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