venerdì, 19 ottobre 2018
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Data di pubblicazione: 29 agosto 2018

Pattuglie velomontate

poliziamunicipale.it
Piemonte

Spesso vista più come un elemento di costume, o il frutto di estemporanee campagne ecologiste da parte della amministrazioni comunali, la pattuglia effettuata in bicicletta, se effettuata in maniera professionale, da personale appositamente formato ed inserita in una organizzazione complessiva organica ed intelligente, è una risorsa importantissima, perché può colmare un vuoto operativo laddove la rapidità di intervento è essenziale e muoversi con i mezzi tradizionali diventa complicato.

Ne abbiamo parlato con uno dei “teorizzatori”, se non il primo ideologo, vale a dire Mauro Di Gregorio, fondatore dell’AIPIB, Accademia Italiana Pattuglia in Bicicletta.

L’associazione nasce nel 2017,per mano appunto di  Mauro, Agente del Comune di Alessandria e studente il quale, dopo un anno di ricerca per il conseguimento del Master in Politiche di Sicurezza e Polizia Locale, ha dato vita a questo interessante progetto.

E’ partito analizzando come attualmente vengono utilizzati i servizi di polizia ed in particolare quelli delle polizie locali che utilizzano la bicicletta. La ricerca, che ha coinvolto 60 città di cui buona parte capoluoghi di provincia, è stata effettuata tramite un questionario on line inviato ai comandi. I dati hanno convalidato l’ipotesi di partenza della ricerca. Alla domanda “il servizio in bicicletta attualmente è supportato da corsi specifici?”, i risultati hanno purtroppo evidenziato come attualmente in Italia i servizi di vigilanza di questo tipo sono limitati, e  le amministrazioni non hanno mai previsto una formazione specifica per questo ruolo, quasi che chi trattasse di pattuglie di serie B. E’ emersa la necessità di aggiornare le procedure, al fine di sfruttare tutte le potenzialità dell’impiego operativo dei velocipedi, e di non limitarli a semplice mezzo di trasporto. La mancanza di preparazione fa sì che il mezzo diventi semplicemente un alternativa allo spostamento appiedato.

A seguito dell’elaborato nasce AIPIB e come conseguenza immediata iniziano le prime attività formative con l’attivazione di alcune pattuglie sperimentali in alcuni capoluoghi. Il ruolo dell’Accademia Italiana Pattuglia in Bicicletta è stato quello di porre l’attenzione sulla formazione particolareggiata, per un servizio di vigilanza e controllo del territorio, attraverso l’acquisizione di tecniche specifiche per minimizzare i rischi e i pericoli per gli operatori impiegati nel servizio. Grande attenzione è stata posta anche al mezzo da utilizzare, che deve rispondere appieno alle esigenze richieste dall’attività da svolgere.


La pattuglia in bicicletta o Bike Patrol presenta diversi vantaggi. Ce li illustra direttamente Mauro Di Gregorio.


“Silenziosa, dal costo super efficiente e sorprendentemente efficace, la pattuglia in bici è in grado di colmare il vuoto esistente tra il servizio di autopattuglia e quello di pattugliamento a piedi. L’agente di polizia in bici è in grado di adoperare contemporaneamente tutti i suoi sensi, inclusi l’olfatto e l’udito, per individuare ed intervenire a contrasto di attività criminose. Può scegliere di cogliere alla sprovvista il sospettato senza farsi vedere o al contrario di rendersi altamente visibile al fine di far percepire ai cittadini un maggiore senso di sicurezza.

Uno dei principali vantaggi è la capacità di attraversare, con questo mezzo, aree delimitate come parchi e giardini pubblici e avere quindi un contatto più diretto con l’ambiente circostante, permettendo azioni di pronto intervento”.

Detto degli indubbi vantaggi apportati dal servizio solto in bicicletta, quali sono le principali criticità di un servizio "fai da te", approntato all’improvvisazione?

"Vorrei iniziare dicendoti che sono molto contento del tipo di domanda che mi stai ponendo, parlare di servizio “fai da te” e improvvisazione in corpo che si occupa di vigilanza e sicurezza assume sostanzialmente un tono di provocazione, sicuramente questi aspetti sono da ricercarsi nella mancanza della conoscenza, vedere un agente in bici o piedi per alcuni sono la stessa cosa. Spesso per questioni di immediatezza, si punta allo spot mediatico, e la bicicletta attrae consenso, e quindi si punta sullo strumento dimenticando che l’oggetto in se per se è inanimato, è sempre l’uomo che fa la differenza, e come usa l’oggetto può ottenere alcuni risultati piuttosto che altri, nel caso degli agenti in bici la “formazione” fa si che l’operatore possa fare meglio il proprio servizio, e sicuramente ha un vantaggio rispetto a farlo a piedi o con qualsiasi altro mezzo a disposizione dell’amministrazione. In italia si tende a costituire la pattuglia in bicicletta ponendo come prerequisito che gli agenti sappiano pedalare più o meno bene. Quindi saper andare bene in bici è un mezzo ma non il fine. Il fine è creare un nuovo reparto che porti risultati in termini di presidio e controllo del territorio altrimenti non raggiungibili".

 

Oltre all'importanza della preparazione individuale degli addetti, è necessaria anche un'organizzazione generale del Corpo o del Servizio all'interno del quale è incardinato il nucleo con le pattuglie ciclomontate?

"Parliamo di formazione organizzativa e non solo tecnica. Il corso Aipib è nato proprio per coprire entrambi questi aspetti. Assodato che la bicicletta (ricordiamoci che il nostro codice della strada è si chiama velocipede) nel momento in cui viene affidata ad un operatore che si occupa di sicurezza o soccorso assume la qualifica di strumento di lavoro… Ricordiamo che il decreto 81/2008 prevede che è a carico del datore di lavoro la formazione e l’informazione…. automaticamente all’interno del corpo si andranno ad innescare tutta una serie di procedure e di atti previsti dalla legge. Si pensi anche alla scrittura del documento sul rischio interno, a volte in alcuni comandi si spingono a definire il casco come DPI, e molte volte non vanno oltre. Quindi andranno fatti tutti gli atti amministrativi di costituzione di un reparto, e il riconoscimento all’interno del proprio regolamento, che si sposti l’attenzione sull’aspetto formativo, per accedere al servizio velomontato bisogna superare un corso di formazione.

Il Comandante dovrà provvedere a formare il personale designato a questo tipo di servizio. La pattuglia velomontata nasce semplicemente dalla mia passione per il mondo delle due ruote di fatto  io mi definisco un ciclista urbano, e mi sono reso conto che questa passione da sola non bastava per poter fare un servizio di sicurezza e soccorso. Dopo un anno di ricerca per la tesi di un master, è nata l’Accademia Italiana Pattuglia in Bicicletta, perché in italia non esisteva nulla che ponesse l’attenzione verso la specializzazione di questo tipo di servizio. Di fatto in Italia abbiamo due date storiche che riguardano la formazione del reparto velomontato, la prima è il 1936 con la realizzazione della libretta dei carabinieri reali in bicicletta, e la seconda nel 2017 con l’attivazione dei reparti della polizia locale di Alessandria, Vercelli e Candiolo e successivamente la pattuglia della Polizia di stato sempre di alessandria, le quali sono le prime che hanno fatto un corso di formazione con superamento di un esame per un ruolo specifico".

 

Che tipo di risposta hai avuto da parte degli operatori? Hai riscontrato entusiasmo ed interesse oppure è un tipo di servizio visto ancora con diffidenza da parte degli interessati?

 

"La risposta da parte degli operatori è stata positiva, ma di fatto come Accademia tutte le volte che è richiesta la nostra consulenza per attivare questo servizio noi consigliamo  che il personale da destinarsi sia su base volontaria. Ovviamente agli operatori si apre un mondo nel momento in cui affrontano il nostro corso, quando iniziano ad apprendere tutte le tecniche di guida, e sopratutto le tecniche operative. Diventa un corpo, un reparto altamente specializzato, gli operatori diventano consapevoli di tutte le migliorie che il servizio ne trae.

Va comunque detto che il servizio in bici diventa il collegamento naturale tra il servizio appiedato e quello motorizzato, riempendo un vuoto con competenze e specialità".

 

Per i nostri lettori che avessero piacere di saperne di più, come possono mettersi in contatto con voi? Avete in programma qualche appuntamento nel quale fare la vostra conoscenza di persona?

"Noi rimaniamo a disposizione con il  nostro sito www.aipib.it la nostra pagina Facebook  https://www.facebook.com/AccademiaItalianaPattugliaInBicicletta/ e la nostra mail associazione@aipib.it.

Nel week end che va dal 31 al 2 settembre saremo ospiti del Italian bike festival a Rimini https://italianbikefestival.net , con un gazebo, dove porteremo la storia della bicicletta Alessandrina e del nostro museo Alessandria Città delle Biciclette http://www.acdbmuseo.it/site/ e l’esperienza della pattuglia velomontata formata ai sensi del decreto 81/2008".

 

 

Redazione di poliziamunicipale.it

Mavino Michele

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