mercoledì, 15 agosto 2018
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Data di pubblicazione: 10 agosto 2018

Chi può morire e chi no

OSPOL

Per lo Stato Italiano i Poliziotti Locali delle città Metropolitane e capoluoghi di Provincia che vengono ammazzati o feriti gravemente per servizio , ad essi e alle loro Famiglie, viene riconosciuto l’equo indennizzo e la causa di servizio .

Invece per i circa 40.000 Poliziotti Locali che svolgono servizi di sicurezza , nei circa 7000 piccoli Comuni non capoluoghi di provincia,  anche se rischiano quotidianamente la vita ed accusano ferite gravi, in maniera invalidante, per Essi , in modo discriminatorio, è stato cancellato il diritto all’equo indennizzo e alla causa di servizio, nell’indifferenza dell’attuale Governo Monte che permette che vengano applicate norme inique, varate da quei Governi Monti, Renzi e Gentiloni , INVECE DI CANCELLARLE PER SEMPRE! (Clicca qui per il parere)

Al Governo Grigio-Verde, con una lettera del Sindacato OSPOL/CSA inviata al Presidente del Consiglio Conte e ai ministri Tria- Salvini e Di Maio,  i 60000 uomini e donne in Divisa della Polizia Locale CHIEDONO di  mettere mano al programma di Governo e nello specifico alla legge di riforma della Polizia Locale d’Italia per arrivare a dare a questi Poliziotti Locali un contratto di Polizia all’interno del comparto di diritto pubblico alla pari di tutte le Polizie civili  dello Stato. Tutto ciò  onde evitare falle macroscopiche , in materia di sicurezza, specialmente in quei  “piccoli” Comuni d’Italia dove non esistono ne Caserme ne Commissariati e dove l’unica Autorità è il Sindaco e il Poliziotto Locale .

IL RIPRISTINO  dell’equo indennizzo, causa di servizio e pensione privilegiata, per tutti i 60000 poliziotti Locali d’Italia,   è un atto dovuto  dal  Governo Conte   per ristabilire   giustizia ed equità tra tutte le divise!

Fonte: OSPOL

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