venerdì, 19 agosto 2022
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Data di pubblicazione: 20 February 2013

Ambulante reagisce contro i vigili dopo il sequestro

MArsala C'è
Sardegna
Sequestro della Sezione Annonaria dei Vigili urbani, coordinata da Giuseppe Occhipinti, in via Solferino, a Marsala. La bancarella di un venditore ambulante, posizionata all'angolo di via Mazzini, era in possesso di regolare licenza per vendere prodotti alimentari, ma non stava rispettando il vincolo che impone di spostarsi ogni quattro ore e riposizionarsi nell'arco di quattrocento metri dal posto precedente. Dopo un'attenta attività di monitoraggio, sono quindi intervenuti i Vigili urbani che hanno...
sequestrato i prodotti in vendita: cassette di finocchi, cavolfiori, insalata e mazzi di spinaci. L'uomo, visibilmente alterato e nervoso per l'accaduto, ha reagito buttando tutte le cassette di verdure per strada e contro le automobili di servizio dei vigili, alcune delle quali sono state anche danneggiate. Il venditore ambulante è stato quindi fermato e accompagnato presso il Comando della Polizia Municipale, coordinato dal comandante Vincenzo Menfi, dove è stato identificato. Per l'uomo adesso seguiranno le segnalazioni di rito alla locale Autorità giudiziaria con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale. La Sezione Annonaria, dall'inizio dell'anno, ha già portato a termine 19 sequestri; molte le bancarelle senza licenza soprattutto tra i venditori di pesce, ma anche tanti venditori ambulanti che nonostante siano in possesso di regolare licenza non rispettano i vincoli dello spostamento. I luoghi più frequentati dagli ambulanti a Marsala sono il lungomare Mediterraneo; le vie più trafficate della Città, tra cui principalmente le stradine adiacenti la centrale via Mazzini, via Degli Atleti e piazza del Popolo. Oltre cento chili di pesce sequestrato in totale dai vigili dell'Annona a partire dall'inizio del 2013, ma anche tantissimi chili di frutta e verdura, che purtroppo, essendo sprovvisti di visto sanitario ed essendo senza tracciabilità, non possono essere utilizzati per il consumo o dati in beneficenza, quindi dopo ogni sequestro si è dovuto procedere alla distruzione totale della merce.

Fonte:
Marsala C'è
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