Data di pubblicazione:
18 febbraio 2013
Rapinatore e latitante da anni, nomade in manette
Fonte:
Il Giorno
Regione:
Lombardia
Un'auto, collegata a diversi casi di furti e rapine. A bordo, due nomadi, probabilmente residenti nel campo rom di Trezzo sull'Adda.
Sulle loro tracce due pattuglie della polizia locale associata di Truccazzano, Pozzuolo Martesana, Liscate e Bellinzago Lombardo guidata dal coordinatore della squadra giudiziaria Salvatore Guzzardo. Prima il pedinamento, poi l'azione.
L'auto dei rom viene bloccata sul ponte di Bisentrate, proprio al confine tra Truccazzano e Pozzuolo. Le vie di fuga negate dalle due auto dei ghisa.
Gli agenti scendono, pistola in pugno, intimano l'alt e bloccano i due uomini. Un quarantenne, seduto sul sedile passeggero, con diversi precedenti ma nessun procedimento in atto. Verrà lasciato andare.
Al volante invece c'è
un ragazzo classe 1992, M. P. La lista dei precedenti è lunga, annoverano tra gli altri peccatucci anche quelli di
furto e rapina.
Sulla sua testa inoltre, una
sentenza di libertà controllata mai notificata perché il nomade era riuscito a far perdere le sue tracce.
Ai polsi scattano le manette. Condotto al comando, al ragazzo è stata notificata la sentenza e
intimato di restare nella sua residenza milanese, per otto mesi, con obbligo di firma quotidiano presso la più vicina stazione di polizia.
Fonte:
Il Giorno
Sulle loro tracce due pattuglie della polizia locale associata di Truccazzano, Pozzuolo Martesana, Liscate e Bellinzago Lombardo guidata dal coordinatore della squadra giudiziaria Salvatore Guzzardo. Prima il pedinamento, poi l'azione.
L'auto dei rom viene bloccata sul ponte di Bisentrate, proprio al confine tra Truccazzano e Pozzuolo. Le vie di fuga negate dalle due auto dei ghisa.
Gli agenti scendono, pistola in pugno, intimano l'alt e bloccano i due uomini. Un quarantenne, seduto sul sedile passeggero, con diversi precedenti ma nessun procedimento in atto. Verrà lasciato andare.
Al volante invece c'è
un ragazzo classe 1992, M. P. La lista dei precedenti è lunga, annoverano tra gli altri peccatucci anche quelli di
furto e rapina.
Sulla sua testa inoltre, una
sentenza di libertà controllata mai notificata perché il nomade era riuscito a far perdere le sue tracce.
Ai polsi scattano le manette. Condotto al comando, al ragazzo è stata notificata la sentenza e
intimato di restare nella sua residenza milanese, per otto mesi, con obbligo di firma quotidiano presso la più vicina stazione di polizia.
Fonte:
Il Giorno
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