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Data di pubblicazione: 23 febbraio 2008

Bagarre su come usare il "manganello"

Libertà
Emilia-Romagna
Si preannuncia infuocata la seduta della Commissione consiliare numero 1 che è stata convocata per lunedì pomeriggio alle 18 e che avrà come argomento all'ordine del giorno il nuovo regolamento della polizia municipale. Il centrodestra, infatti, sta già lavorando per contestare alcuni passaggi del documento licenziato nei giorni scorsi dalla Giunta, a cominciare dalla discrezionalità lasciata al sindaco e al comandante sull'assegnazione e l'utilizzo degli strumenti di autotutela degli agenti. "Manganello" e spray sono infatti stati introdotti nell'equipaggiamento, ma il loro affidamento sarà stabilito dal primo cittadino, particolare che ha immediatamente trovato contrari il principale sindacato di categoria: il Sulpm. Prima della seduta della commissione si tornerà a riunire la conferenza dei capigruppo, in cui si discuterà (su sollecitazione di
Antonio Levoni e
Carlo Mazza) dell'attività delle commissioni consiliari.
Intanto il dirigente del Sulpm,
Paolo Periti, assistente scelto della polizia municipale, interviene per precisare che «non si tratta di manganelli ma di mazzette distanziatrici da utilizzare in caso di violenza fisica agli operatori, ovvero in caso di necessità. Che piaccia o meno, il suo utilizzo può essere deciso solo dall'agente di polizia municipale in quel preciso frangente». Periti evidenzia poi come «l'operato del tutore dell'ordine è valutato sempre e comunque dalla magistratura al di là di ogni regolamento interno o disposizione che esista». «Noi operatori di polizia municipale di questo sindacato - continua - chiederemo con forza che gli strumenti vengano assegnati al personale idoneo impegnato anche saltuariamente nei servizi operativi esterni». Ancora: «Quando si opera sul territorio il pericolo non è programmabile e qualificabile. Ritengo sia giunto il momento di non nascondersi più dietro ad un dito e di assecondare le legittime richieste che provengono dall'intero corpo (contiamo infatti sono 2 o 3 astenuti). Mi dispiace se qualcuno pensa il contrario, i fatti dicono che la polizia municipale è una polizia della città ed i recenti protocolli d'intesa siglati a Roma dal ministro Amato e dal ministro della funzione pubblica dimostrano ed avvalorano la nostra tesi. Ricordo a chi non lo sapesse che la parola vigile urbano è stata sostituita da polizia municipale nel 1986 con la legge numero 65». «Personalmente ritengo assurdo - osserva Periti - dover sostenere una battaglia per poter salvaguardare la propria incolumità e quella degli altri.

Fonte:
Libertà


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