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Data di pubblicazione: 17 agosto 2006

Firenze: occhio elettronico sulla città

La Nazione
Sicilia
Grande fratello di guardia. E i cittadini ringraziano.

Firenze - Piccole telecamere crescono. Silenziose, algide, implacabili, ovunque, agli ingressi e nei punti nevralgici delle città. Il Grande Fratello si estende a macchia d’olio in Toscana.
Con uno strascico di polemiche, che talvolta appaiono datate, nutrite da timori ancestrali del cittadino comune: gli occhi elettronici ci renderanno meno liberi? Autorità e forze dell’ordine replicano sereni: paure immotivate, le immagini servono esclusivamente per la gestione di traffico e ordine pubblico. E in verità anche la gente sembra d’accordo: negli ultimi anni è stato generalmente recepito lo scopo 'sociale' della videosorveglianza, soprattutto per la viabilità.
Al massimo, le telecamere regalano involontari episodi comici a chi sta di servizio ai monitor, quando questi catturano liti sulla strada che finiscono con improperi da Vernacoliere e schiaffoni di quelli sodi.
Per il resto, la faccenda è seria. Molto. I mugugni più recenti a Porto Azzurro, isola d’Elba: l’opposizione in consiglio comunale chiede l’intervento del Garante della privacy contro la decisione della giunta di installare 32 impianti, spiagge comprese.
In Valdera (27 impianti), l’occhio elettronico è arrivato a Ponsacco e si è rafforzato a Pontedera. E se a Calcinaia il Comune non ne rivela la collocazione — vogliono metterle anche al cimitero perché, dicono, infestato da vandali e sette sataniche —, a Firenze l’indirizzo delle 44 macchine del progetto 'Telecamera amica' è sul sito del Comune.
Ormai nel capoluogo le polemiche sulla privacy sono acqua passata. Anzi, ora i cittadini, quando restano coinvolti in un incidente, chiedono alla polizia municipale le immagini catturate dalle 'spie' sospese per aria. A Firenze, le telecamere gestite (in gergo 'brandeggiate') dal comando dei vigili nascono per la disciplina del traffico, ma questura e carabinieri si collegano senza problemi.
Di recente sono servite a smascherare l’autore di un omicidio, mentre quelle manovrate dall’interno di Palazzo Vecchio hanno identificato il vandalo del Biancone. Dopo 24 ore le immagini inutilizzate sono cancellate, e solo in caso di incidenti i vigili possono 'zoommare' a caccia di particolari.
Dal Ponte Vecchio un 'occhio' rimanda immagini in questura. Ma di una cosa va particolarmente fiera la polizia municipale: quest’anno l’ispezione del 'Garante per la protezione dei dati personali' al sistema di videocontrollo si è conclusa con i complimenti dei funzionari venuti da Roma.
Invece a Prato non è ancora prevista la videosorveglianza del traffico, anche se 18 telecamere 'puntano' in funzione anticrimine le zone critiche. A Pistoia hanno preferito i 'photored', che in centro impallinano chi transita col rosso o l’arancione. Il centro di Lucca è 'coperto', non gli accessi alla Ztl. Supermonitorata Pisa, dove il GF vigila sui preziosi 'obiettivi sensibili' di piazza dei Miracoli.
E se a Massa di telecamere comunali nemmeno se ne parla, a Carrara controllano che i camion carichi di detriti delle cave di marmo abbiano i teli di copertura sul cassone. A Sarzana il Grande Fratello acchiappa senza requie i taccheggiatori all’Ipercoop, alla Spezia Forza Italia sollecita infallibili visori nei quartieri 'caldi'. E di 'calore' ne sanno qualcosa le numerose telecamere distrutte a Livorno due anni fa, durante la baraonda che festeggiò la promozione degli amaranto in A.

Simone Boldi

La Nazione
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