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Data di pubblicazione: 21 gennaio 2008

Il parroco in chiesa: sì alle pistole ai vigili

Il Tirreno
Abruzzo
PESCARA. «Io personalmente sono favorevole a dare la rivoltella ai vigili urbani: siete persone sensate, indossate una divisa e usereste l'arma solo per la vostra sicurezza e per quella dei cittadini». Le parole di don Bruno Cicconetti - il cappellano dei vigili urbani di Montesilvano che da otto anni indossa la divisa blu - echeggiano nella chiesa dello Spirito Santo, a pochi metri dalla Curia dove siede l'arcivescovo Tommaso Valentinetti, presidente di Pax Christi Italia.
L'occasione per parlare dell'armamento alla polizia municipale di Pescara gli viene offerta dalla messa in onore di San Sebastiano, patrono dei vigili urbani. Don Bruno officia la messa alle 9 di mattina davanti al comandante del corpo
Ernesto Grippo, al sindaco, alle autorità civili e militari e ai rappresentanti di tutte le forze dell'ordine. Dopo le sacre letture arriva l'omelia, e il cappellano in divisa di vigile sostiene le richieste dei suoi commilitoni.
«Garantire la sicurezza ai cittadini è il compito principale della vostra missione, e io a livello personale sono favorevole a che vi si dia la rivoltella per compiere al meglio tale compito. Vi conosco, so che siete persone sensate e che non usereste mai a sproposito un'arma». Dopo la funzione religiosa don Bruno ricorda anche la situazione di Montesilvano: «Lì ci sono soltanto 40 vigili urbani, ce ne vorrebbero il doppio. Anche a Montesilvano i vigili non fanno più i doppi turni per via della mancanza di fondi e per la scarsa sicurezza. Di notte è troppo rischioso lavorare senza difese, e avere la pistola non vuol dire che bisogna usarla per uccidere. Un vigile urbano non lo farebbe mai». Don Bruno difende il suo Corpo, ma teme che le sue parole possano essere fraintese: «Sono per la pace. D'altronde in otto anni non ho mai fatto una multa, e i colleghi di Montesilvano mi hanno avvisato che non le posso neanche togliere». Per il comandante Grippo, nell'ultima settimana di servizio a Pescara, quello di don Bruno è stato il riconoscimento inatteso di una battaglia portata avanti fin dall'insediamento al comando di via del Circuito. Ma quest'anno, quando la commissione di valutazione di idoneità al porto d'armi inizierà finalmente gli esami ai suoi vigili, lui non ci sarà più.

Fonte:
Il Tirreno

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