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Data di pubblicazione: 16 dicembre 2005

La truffa delle auto di lusso comprate senza pagare l'iva

Corriere della Sera
Lazio
A una prima occhiata sembrano auto come tante. Sicuramente belle, costose e, in molti casi, ingombranti per il caotico traffico cittadino. Nei cruscotti hanno una regolare carta di circolazione, rilasciata dagli uffici della Motorizzazione Civile. Ma è solo apparenza. Attualmente a Roma, secondo la polizia municipale, circolano ancora 800, forse mille, vetture di grossa cilindrata (berline, spider, station wagon, suv e fuoristrada) illegali, rubate in Olanda e in Germania, «clonate» in Romania e importate in Italia con la complicità di concessionari d’auto collegati alla criminalità organizzata. E per di più senza pagare un euro di Iva, come invece previsto dalla legge. È questo il nodo centrale della seconda tranche dell’operazione «Duty Free» che, l’altra notte, ha portato all’arresto di sei persone per associazione a delinquere. I vigili urbani dell’VIII gruppo, coordinati dal colonello Antonio Di Maggio, hanno eseguito le ordinanze di arresti domiciliari, emesse dal gip Maria Luisa Paolicelli su richiesta del pm Carlo Lasperanza, nei confronti di Enrico P., 40 anni, Nicola T., di 60, Andrea M., di 33, Massimiliano S., di 47, e anche di Frank A.S., 53 anni, e del figlio Al Amin, di 32. Secondo l’accusa la banda era specializzata nell’ottenimento dai funzionari degli Uffici provinciali del Dipartimento dei Trasporti Terrestri di Roma di numerose carte di circolazione per veicoli acquistati in stati membri dell’Unione Europea, «rilasciate - si legge tra l’altro nell’ordinanza - sul falso presupposto, attestato dai predetti, dell’assolvimento degli obblighi Iva, importando così in Italia autovetture di grossa cilindrata senza provvedere al pagamento della suddetta imposta». Il «presupposto» è il cosiddetto «allegato D», ovvero la dichiarazione del versamento dell’Iva. La Municipale, che a metà novembre aveva già arrestato tre persone, ha calcolato che il danno all’erario ammonta a decine di milioni di euro. Senza contare che a Roma ci sono vetture irregolari (solo un mese fa ne sono state sequestrate circa 700), acquistate con forti sconti da clienti selezionati presso concessionari compiacenti gestiti da società intestate a prestanomi: nullafacenti, persone anziane, malati terminali di tumore.
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