Data di pubblicazione:
28 aprile 2004
Napoli. L'ex capo dei vigili fu inseguito in auto
Fonte:
Il Mattino
Regione:
Campania
Veleni e ancora veleni sul licenziamento di Andrea Bufalo ed è sempre più bagarre nel corpo dei vigili urbani, fra i sindacati e anche fra maggioranza e opposizione dove Salvatore Guerriero, consigliere comunale dei Ds ha dato mandato ai legali di querelare tre esponenti di An: Pietro Diodato, il capogruppo, Vincenzo Moretto, consigliere comunale, e il presidente della circoscrizione Chiaia Fabio Chiosi che lo hanno individuato quale principale autore «dell’ostruzionismo nei confronti di Bufalo». Il tutto mentre trapelano nuove indiscrezioni sui pedinamenti a Bufalo: sarebbero almeno tre. Situazione difficile e complicata e per capirla basta leggere una circolare inviata ai vigili motociclisti. Nella quale si invitano «coloro che sono in possesso dei requisiti per guidare una moto di servizio che sono disposti a farsi carico degli accessori (casco, guanti, stivali e altro) possono entro e non oltre le 10,30 di domani comunicare il proprio nominativo all’ufficio servizio» per prestare la loro opera nel corso del Maggio dei monumenti. Vale a dire che se vogliono guidare le moto devono farsi carico dell’equipaggiamento perché l’amministrazione non è in grado di farvi fronte, almeno al momento. Visto che è partita la gara per l’acqisto. Una contingenza, trapela da Palazzo San Giacomo, per tutelare al meglio la manifestazione del Maggio. Sui pedinamenti trapelano indiscrezioni che, se confermate, getterebbero altre ombre sulla vicenda. Bufalo sull’argomento ha prodotto un esposto in Procura ed è stato ascoltato già da un magistrato. Quello che trapela e che gli episodi denunciati dall’ex questore di Arezzo sarebbero almeno tre. Una prima volta sarebbe stato seguito mentre si recava a comprare dei dolci in una nota pasticceria. Una seconda volta al Corso Vittorio Emanuele dove avrebbe addirittura smascherato il pedinatore che si celava, come nei film, dietro un giornale. Una terza volta, quella che lo ha spinto a recarsi dai giudici, quando in pieno centro ci sarebbe stato un vero e proprio inseguimento alla sua auto. Questo sarebbe materia dell’esposto di Bufalo che avrebbe informato il ministero degli Interni sulla vicenda. Scendono in campo i sindacati. Cgil e Cisl denunciano l’anomalia e il disagio del corpo, lo Snavu invece è su posizioni più morbide ma resta fortemente critico nei confronti di Bufalo. Una geografia che rispecchia il quadro politico in atto. Partiamo dalla Cgil, con il coordinatore nazionale per la polizia locale Gennaro Martinelli: «La Cgil ha gia preso una posizione molto chiara: c’è un problema che riguarda i cittadini su traffico e sicurezza dove gli standard dei servizi sono bassi. La politica dell’assessorato non è stata all’altezza delle aspettative». Poi un altro affondo: «I cittadini ci segnalano un disagio e l’amministrazione deve dare una risposta, deve dimostrare che non c’è attaccamento alle poltrone e si deve cambiare rotta. Altrimenti si rafforza il senso che la città è anormale, perché ci sono difficoltà come quelle che ha trovato Bufalo a lavorare e a perseguire la legalità». Tocca poi a Agostino Anselmi, coordinatore dello Snavu (messo sotto accusa da An) rilanciare: «Di An non parlo, dico solo che ci rivolgeremo ai giudici per fare chiarezza. Su Bufalo dico che non ci voleva lui per dire che i vigili devono stare in strada, è previsto dalla riforma che è ormai datata di un anno. Per questo l’amministrazione deve fare la sua parte mettendo in campo risorse umane ed economiche». Ma per Lorenzo Medici, segretario regionale Cisl Funzione Pubblica: «La vicenda Bufalo è la figura più brutta mai fatta da un’amministrazione locale e dimostra che il problema non è la direzione dei vigili, ma la gestione del corpo. È dimostrato che Bufalo ha subito un boicottaggio perché esistono poteri occulti, lobby contro le quali l’amministrazione prima o poi deve prendere provvedimenti».
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