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Data di pubblicazione: 22 maggio 2005

Manca la firma del vigile, a rischio migliaia di multe

PoliziaMunicipale.it
Vale, ora e subito, per un caso concreto. Ma rischia di influenzare molte altre centinaia di migliaia di casi: le multe spedite dal Comune con il modulo informatizzato prestampato, e dunque prive della firma autografa del vigile indicato invece soltanto con il nome e cognome scritti a macchina, sono nulle. L’ha deciso un giudice di pace della decima sezione del Tribunale di via Sforza, che per questa ragione ha annullato 12 verbali di contestazione di altrettante soste vietate e ha così «graziato» un cittadino dal dover pagare circa 4mila euro di multe del 1996. Il dispositivo di accoglimento del ricorso, se come tutto lascia ritenere dovesse cristallizzare questo punto di vista nella motivazione che il giudice depositerà entro 60 giorni, rischia di minare la validità di quasi tutte le multe spedite per posta (per lo più soste vietate e autovelox). E basti ricordare che, in questi primi 5 mesi del 2005, la media di multe inflitte agli automobilisti si è assestata sulle 120mila al mese, dopo che nel 2004 in tutto sono state 1 milione e 600mila. Da che mondo e mondo, come sospirano ora al Comando dei vigili, le multe di cui non è possibile l’immediata contestazione all’automobilista vengono notificate per posta con un verbale di accertamento redatto con sistemi meccanizzati. In esso l’automobilista legge che a rilevare la sua infrazione è stato il vigile Tal dei Tali, nome e cognome stampati a macchina. Più sotto, compare un richiamo a una legge del 1991 e a un decreto del 1993: con la dicitura «responsabile dell’immissione dei dati è il direttore pro-tempore del sistema nominato dal sindaco»; con la riproduzione stampata della firma del comandante dei vigili, Antonio Chirivì; e con l’avviso che «l’originale dell’accertamento di infrazione è depositato presso l’archivio di questo corpo di polizia municipale».
Fino a oggi tutto questo era bastato. Ora, però, un cittadino multato, che è anche avvocato, si è visto accogliere un complicato ricorso (approdato incidentalmente persino alla Corte Costituzionale e da lì ritornato a Milano) contro una cartella esattoriale del 2001 relativa a 12 multe per sosta vietata del 1996, pari all’equivalente di circa 4mila euro.
La tesi esposta dal cittadino-avvocato, Sebastiano Fischetti, è che all’ipotetico trasgressore debbano essere notificati non gli estremi del verbale di contestazione, ma (a norma di codice della strada) debba essere spedito il verbale con gli estremi precisi della violazione. E mentre il codice della strada imporrebbe l’invio al multato di uno degli originali del verbale di accertamento dell’infrazione o di una sua copia autentica, il modello prestampato con sistema meccanizzato non sarebbe nè l’uno ne l’altro, perché privo del requisito della sottoscrizione del vigile accertatore: un requisito «essenziale - sottolinea il ricorso - per l’evidente motivo che, quello redatto dal pubblico ufficiale, è appunto un processo verbale nel quale egli attesta che determinati accadimenti sono avvenuti in sua presenza». Insomma, il problema della mancanza della firma - prospetta l’avvocato - non sarebbe un cavillo, ma una questione di par condicio, «tenuto conto della rilevanza degli effetti che l’atto di contestazione produce e quindi anche dei requisiti di forma che deve rivestire a garanzia della regolarità e legittimità della procedura sanzionatoria».
Già, ma a surrogare la firma non c’è già il meccanismo sostitutivo della firma autografa legittimato dalla legge del ’91? Sarà questo lo snodo della motivazione. Per ora, si può solo rilevare che il giudice ha accolto il ricorso che proponeva l’inapplicabilità del meccanismo sia perché di fatto abrogato per incompatibilità intrinseca con il codice della strada del 1992, sia perché lo strumento informatico sarebbe fisiologicamente incompatibile con i provvedimenti amministrativi bisognosi (come le multe) di motivazioni differenziate.
E adesso? Più spazio per questi ricorsi, certo. Ma (fin quando differenti verdetti di Cassazione non approderanno alle Sezioni Unite) sempre senza certezze: la decisione di per sé non fa testo, altri giudici di pace potranno condividerla o tornare a decidere come prima. (
Corriere della Sera)



IL COMANDANTE DEI VIGILI Chirivì: decisione strana da sempre usiamo i moduli
«Non sono in grado di dire nulla su questa vicenda. Finché non ho davanti agli occhi la sentenza non posso e non voglio esprimermi». Il comandante dei vigili urbani, Antonio Chirivì, non commenta la decisione del giudice di pace di annullare dodici verbali di contestazione per altrettante soste vietate. «Certo che mi sembra strano...».
Cosa?
«Questo annullamento. Ma ripeto, non sono in grado di dire molto di più, non sarebbe corretto».
Q uali conseguenze avrà, secondo lei, questa sentenza ?
«Vorrei ricordare che la pronuncia di un giudice di pace non è legge. Per uno che decide di annullare alcune infrazioni, ce ne saranno tanti altri che si comporteranno diversamente, che daranno altre interpretazioni».
Quindi non è preoccupato?
«Come faccio a preoccuparmi se non ne so ancora nulla? Questa cosa del modello prestampato, però, è assurda».
In che senso?
«Nel senso che è una vita che ci sono questi modelli, con il nome del vigile scritto al computer. Mah, staremo a vedere». (
Corriere della Sera)
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