Posteggi mercato
Spostamento dei banchi del mercato: non è sufficiente la generica motivazione della sicurezza
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È illegittimo lo spostamento di alcuni banchi del mercato senza una motivazione concreta. Non bastano richiami generici alle esigenze di sicurezza. Lo afferma il TAR Lazio con la sentenza n. 4743 del 13 marzo 2026.
La vicenda riguarda alcuni operatori del commercio su area pubblica, titolari di posteggi a rotazione nella categoria “battitori e piazzisti”, destinatari di plurimi provvedimenti di Roma Capitale diretti a sopprimere o ricollocare una postazione . La sequenza amministrativa si inserisce nel più ampio processo di riqualificazione urbana connesso agli interventi giubilari, che aveva determinato inizialmente la soppressione del posteggio per esigenze di sicurezza e cantierizzazione.
Tuttavia, già un primo intervento del giudice amministrativo aveva annullato la soppressione per carenza di motivazione, imponendo al Comune di riesaminare la situazione e motivare adeguatamente la scelta tra soppressione e ricollocazione. A tale pronuncia erano seguiti ulteriori atti, anch’essi oggetto di annullamento, fino alla nuova determinazione del gennaio 2025 che confermava la ricollocazione in altra area, successivamente ribadita con ulteriore provvedimento di marzo.
Secondo il Tar, anche questi ultimi atti risultano viziati da un difetto radicale di motivazione. L’Amministrazione si è infatti limitata a richiamare in modo generico esigenze di sicurezza e di riordino, senza però spiegare in concreto perché la specifica postazione dovesse essere delocalizzata, soprattutto alla luce del mutato contesto: i lavori nell’area risultavano conclusi e altre postazioni limitrofe erano state mantenute.
Particolarmente significativa, evidenzia il Collegio, è la nota del Municipio che si limita a qualificare la postazione come “incompatibile” senza fornire alcuna ulteriore spiegazione. Una motivazione meramente assertiva, dunque, incapace di rendere intellegibile l’iter logico seguito dalla Pubblica amministrazione.
Il giudice ribadisce così un principio consolidato: la motivazione rappresenta il presupposto essenziale del legittimo esercizio del potere amministrativo e deve consentire al destinatario di comprendere le ragioni di fatto e di diritto poste a fondamento della decisione. Non è richiesto uno schema rigido, ma è indispensabile che emergano elementi concreti e specifici, soprattutto quando l’atto incide negativamente su posizioni giuridiche dei privati.
Nel caso di specie, la contraddittorietà dell’azione amministrativa – che da un lato invoca esigenze di sicurezza e dall’altro mantiene postazioni analoghe nella medesima area – rafforza il vizio di eccesso di potere, evidenziando l’assenza di un reale interesse pubblico attuale a sostegno della delocalizzazione.
IN ALLEGATO la sentenza del TAR Lazio n. 4743 del 13 marzo 2026.
| la sentenza | 297,5 kB |
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