lunedì, 8 agosto 2022
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Data di pubblicazione: 27 February 2022

Concorsi Militari e Polizia

Psicologo Militare

Preparazione Concorsi Forze Armate e di Polizia Test Psicoattitudinali

SERVIZI: Servizi di Valutazione e Orientamento Psicoattitudinale per Concorsi nelle Forze Armate e nelle Forze dell’Ordine con un ex Ufficiale Psicologo Militare Selettore dell’Esercito Italiano.

 

Opzione 1

(unico appuntamento)

Colloquio con questionario psicoattitudinale integrato.

Grazie a questa opzione potrai essere valutato/a sulla maggior parte dei criteri psicoattitudinali previsti e, conseguentemente, sarà possibile indicarti tutte le risorse da consolidare e le eventuali criticità da migliorare.

Quindi questa prima opzione è consigliabile nei seguenti casi:

 

- Hai già effettuato in passato dei test psicologici e sei a conoscenza dei risultati (non critici);

- Vuoi solo farti un’idea generale di come “funzioni” un colloquio psicoattitudinale militare;

- Hai le idee poco chiare su quale ruolo/Forza Armata/Forza di Polizia scegliere e vuoi ricevere una consulenza di orientamento professionale.

Clicca qui per richiederla

 

Opzione 2

(doppio appuntamento)

Test di personalità + Colloquio con questionario psicoattitudinale integrato.

Questa opzione ha il vantaggio, rispetto all’opzione 1, di prevedere la somministrazione di un test di personalità PRIMA di effettuare il colloquio psicoattitudinale.

Tale vantaggio si traduce in un grado di accuratezza ancora più elevato rispetto al solo colloquio.

Quindi questa seconda opzione è consigliabile nei seguenti casi:

 

- Vuoi avere un grado maggiore di sicurezza;

- Sei in una fase avanzata del concorso e hai poco tempo per prepararti;

- Stai affrontando un concorso per ruoli “entry level”, ossia VFP1 e corrispettive Qualifiche di Polizia (Allievo Carabiniere, Allievo Finanziere, Allievo Agente Polizia di Stato, Allievo Agente Polizia Penitenziaria).

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Opzione 3

(doppio appuntamento)

Test di personalità + Test Attitudinale + Colloquio con questionario psicoattitudinale integrato.

L’Opzione 3 ha l’indubbio vantaggio di coprire tutti gli aspetti più importanti di una valutazione psicoattitudinale. Rispetto alle opzioni 1 e 2, offre quindi un grado di accuratezza chirurgico.

 

Questa terza opzione è consigliabile nei seguenti casi:

 

- Vuoi raggiungere il massimo grado di accuratezza possibile;

- Stai concorrendo per i gradi apicali delle Forze Armate e Forze dell’Ordine (Allievi Ufficiali/Commissari, Allievi Marescialli/Ispettori e Allievi Scuole Militari);

- Stai valutando la possibilità di effettuare ricorso al TAR o al CdS e hai bisogno di una consulenza tecnica esperta.

 

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Obiettivi:

1. valutare il tuo livello di prontezza psicoattitudinale per il ruolo desiderato;

2. offrirti, nel caso in cui dovessi risultare “non ancora pronto/a”, tutte le indicazioni per migliorarti, evitando così di sperperare tempo e denaro;

3. consolidare la tua fiducia personale, ovvero accrescere il tuo senso di autoefficacia;

4. orientare i tuoi sforzi verso il ruolo e la Forza Armata o dell’Ordine più in linea con i tuoi desideri e le tue inclinazioni psicoattitudinali.

 

Compiti dello Psicologo Militare

Peculiarità di impiego dello psicologo militare

I compiti previsti dalla job description dell’Ufficiale psicologo, che possono essere sia disposti dalle Superiori Autorità, sia proposti su propria iniziativa (per essere poi sempre approvate dai Comandi), sono molteplici e si possono riassumere in:

 

Selezione Psicoattitudinale, che rappresenta, insieme al supporto, l’ambito d’elezione, oserei dire, di un Ufficiale psicologo delle Forze Armate e di Polizia;

Ricerca (soprattutto valutazione del clima organizzativo e dello stress lavoro-correlato, ma anche qualsiasi altro argomento di interesse psicosociale e organizzativo);

Consulenza, sia alla linea di Comando (leadership, morale, comunicazione, gestione di conflitti, ecc.), sia al Dirigente del Servizio Sanitario (prevenzione primaria e secondaria, valutazione del personale, ecc.);

Supporto psicologico, a tutti i livelli, individuale e di gruppo;

Formazione, che si sostanzia in interventi riguardanti gli ambiti più disparati (dipendenze, comunicazione interna, leadership, team building, gestione dei conflitti, disturbi alimentari, ecc.).

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L’ABC della Selezione Psicoattitudinale

Concorsi Militari e di Polizia

Tips / Concorsi Militari e di Polizia

 

L’obiettivo di questo post è quello di fornire indicazioni utili, ovvero quello che considero l’ABC della Selezione Psicoattitudinale, a tutti gli/le aspiranti militari e poliziotti/e.

 

A per ATTEGGIAMENTO

Non è infrequente, almeno nella mia esperienza, imbattersi nella convinzione che, più o meno spesso, i concorsi siano truccati o che i posti disponibili, soprattutto quando molto pochi, siano già tutti o quasi assegnati “sulla carta” o, ancora, “sono tutti raccomandati” (per lo meno i futuri vincitori di concorso) o, infine, per arrivare alla mia categoria professionale, “tanto gli psicologi/psichiatri/periti selettori fanno passare solo i raccomandati”.

 

Premesso che qui non intendo disquisire se e quanto sia presente il fenomeno delle raccomandazioni (Sono tutti Raccomandati?) nei concorsi pubblici, ciò che mi interessa sottolineare è che partire con un simile atteggiamento, che definirei disilluso, dimesso e, per certi versi immaturo (per il fatto di orientare il proprio locus of control all’esterno), non ti aiuterà a dare il massimo.

 

Molto probabilmente approccerai il concorso come una sorta di “estrazione al lotto” e non studierai/ti allenerai abbastanza, finendo per decretare il tuo insuccesso ancor prima di inviare la domanda di partecipazione.

 

L’atteggiamento che, personalmente, trovo più motivante è quello della competizione con sé stessi. Dimentica il resto, il numero dei candidati, il numero dei posti a concorso, e concentrati solo su te stesso e sul tuo desiderio di dare il massimo.

 

Per citare un aneddoto che, spero, potrà aiutarti a sgomberare il campo dagli eventuali dubbi di cui sopra, posso dirti che molti dei miei ex colleghi Ufficiali psicologi non sono entrati al primo tentativo. C’è chi è entrato al secondo tentativo, chi al terzo, chi (e adesso farai fatica a credermi) al SETTIMO tentativo! Hai letto bene: settimo tentativo.

 

Immagina per un attimo quanta motivazione e perseveranza deve aver messo in campo questo mio ex collega.

 

Ed è questo il primo accorato consiglio che mi sento di darti: coltiva un Atteggiamento Motivato e soprattutto Perseverante!

 

B per BANDO DI CONCORSO

Ricordo ancora quando lessi il mio primo bando di concorso. Rimasi inorridito e frustrato. Pensai, forse proprio come te in questo momento: “ma questo documento è stato scritto dal più sadico degli avvocati!”

 

Il mio errore fu quello di considerarlo una perdita di tempo, che avrei certamente dedicato più volentieri allo studio della banca dati ed ai vari argomenti previsti per la prova orale.

 

Morale: non diventai mai un Sottufficiale della Guardia di Finanza!

 

Dunque, se condividi questa mia stessa ERRATA convinzione, ti dico subito che il bando di concorso costituisce la struttura su cui poggierà tutto il tuo iter concorsuale.

 

Non conoscere “cosa” ti aspetta, in termini di prove previste, argomenti di studio, documentazione da presentare, requisiti previsti, prove di efficienza fisica, accertamenti psicofisici, valutazione dei titoli, eventuali periodi di tirocinio (che è anch’esso valutativo!), ecc., aumenterà le probabilità di disperdere i tuoi sforzi, quando invece il tuo obiettivo è proprio quello di focalizzarli il più possibile per massimizzare le tue probabilità di successo.

 

Inoltre, da un punto di vista meramente psicologico, non conoscere bene cosa ti aspetta, potrebbe accrescere il tuo livello di ansia prestazionale, poiché è risaputo che, a volte, ciò che non si conosce spaventa.

 

Quindi, prima di concentrarti sulla banca dati e sui vari argomenti di studio (per le prove fisiche ti auguro di praticare sport già da qualche tempo, altrimenti rischierai di vanificare tutto!) devi assolutamente studiare dettagliatamente il bando di concorso. Dovrai considerarlo, insomma, come la tua “bussola concorsuale“.

 

Anche perché, semmai dovessi partecipare in futuro ad altri concorsi, una volta studiato bene il primo, sarà una sorta di investimento in termini di tempo risparmiato, dato che i successivi si somiglieranno tutti e cambieranno solo alcuni contenuti specifici.

 

C per CONOSCENZA

Quando parlo di conoscenza non parlo soltanto delle conoscenze relative al proprio livello di cultura generale e professionale (quest’ultima necessaria solo per i Ruoli Tecnici), parlo anche di altre due forme di conoscenza che, ahimè, nella mia trascorsa esperienza di Ufficiale psicologo addetto alla Selezione, ho avuto spesso modo di constatare carenti e, per questo, determinanti nell’esclusione dal concorso, e sono:

 

La Conoscenza del Contesto;

La Conoscenza di sé.

Per conoscenza del contesto intendo tutti quegli elementi indispensabili per affrontare con serenità gli accertamenti attitudinali (e non solo), che riguardano: la Struttura Organizzativa (Armi/Corpi/Direzioni/Uffici/Unità organizzative principali); il Ruolo (quali sono le possibili mansioni svolte dal ruolo per cui ti stai candidando); i Livelli gerarchici (Gradi/Qualifiche); l’Addestramento (durata, luogo, materie e attività pratiche previste); un po’ di Storia (motto, stemma, Santo Patrono, Anniversari, Curiosità, ecc.); e ovviamente, giusto per ribadirlo, il bando di concorso!

 

Tali conoscenze sono indispensabili non tanto perché al concorso ti interrogheranno come se fossi a scuola. L’intento conoscitivo non è di natura accademica o nozionistica (“fammi un po’ vedere se il/la candidato/a ha studiato!”). Il punto nevralgico riguarda la motivazione.

 

Pensaci un attimo: come potrai mai motivare adeguatamente il tuo desiderio di vestire l’Uniforme se non sai nemmeno (per dirne solo una) cosa andrai a fare?!

 

Tu mi assumeresti nella tua azienda se io non sapessi nemmeno cosa produci? Non credo.

 

Eppure, faccio fatica a ricordare la moltitudine di candidati valutati negativamente per questo motivo!

 

Infine, un ultimo, non certo per importanza, livello di conoscenza indispensabile per avere successo ad un concorso militare o di polizia (e non solo), è la conoscenza di sé stessi, ovvero: sapersi descrivere a livello caratteriale e comportamentale.

 

Ti sembrerà strano ma, proprio come per il punto precedente, anche in questo caso, ho visto crollare molti candidati che non avevano mai nemmeno una volta nella loro vita riflettuto su sé stessi.

 

Quindi, se non l’hai mai fatto: rifletti su te stesso/a!

 

Che persona sono/sento di essere? Quali sono i miei punti di forza? Quali sono i miei “difetti”, ovvero limiti caratteriali? Riesco a fornire degli esempi/episodi concreti?

 

Se non riesci a risponderti (potrebbe capitare), chiedi aiuto ai tuoi conoscenti (familiari, amici).

 

Ma, OCCHIO, non abbandonare il tuo sano spirito critico: gli altri, infatti, potrebbero descriverti in modo non sempre imparziale (vuoi perché gli stai troppo simpatico/a o, al contrario, perché gli stai sulle scatole!).

 

Se anche in questo modo non ci riuscirai, il mio consiglio è di valutare la possibilità di affidarti ad uno psicologo/psicoterapeuta esperto/a in grado di aiutarti nell’accrescimento del tuo grado di autoconsapevolezza e, perché no, di autoefficacia.

 

In conclusione, ricapitoliamo l’ABC di un colloquio psicoattitudinale militare:

 

ATTEGGIAMENTO (MOTIVATO E, SE DOVESSE ANDAR MALE, PERSEVERANTE)

BANDO DI CONCORSO

CONOSCENZA (CULTURA/CONTESTO/TE STESSO/A)

Con la speranza di esserti stato d’aiuto, Buon Concorso!

 

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