martedì, 11 agosto 2020
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Data di pubblicazione: 30 July 2020

Polizia Locale

COMUNICATO DELL'O.S.PO.L.

 

Agli Affari Costituzionali  della Camera si aggira lo spettro dell’inciucio politico sulla riforma!

In linea di pura teoria ogni riforma dovrebbe essere destinata a migliorare e non a peggiorare lo “status ante quo”. Viceversa, nel caso della Polizia Locale e dei “segnali” che si vanno avvertendo, sembrerebbe che l’ossessione di amministrativizzare i compiti e le funzioni, stia contagiando anche alcuni settori del centrodestra. Infatti, nelle due proposte di legge C. 705 (Polverini) e C. 451 (Bordonali), calendarizzate agli Affari Costituzionali della Camera, riaffiora, con insistenza, il contratto di tipo privato per i 60000 Poliziotti Locali d’Italia considerati, anche da questi politici   amministrativi (impiegati) comunali, differenti dalle altre 4 proposte di legge di centrodestra.

Le due proposte di legge, di sembianze sinistrorse, appaiono convergenti alla proposta di legge C. 242 (Fiano e altri) che, insieme agli arcinoti sindacati confederali, trova insperati compagni di viaggio per tentare di perpetrare all’infinito lo statu quo dei Poliziotti Locali d’Italia (contratto privato), considerato dalla stessa Europa fortemente discriminatorio. Se questo bislacco piano della sinistra dovesse avverarsi (con il soccorso di elementi di destra) sarebbe gravissimo poiché non soltanto continuerebbe a depauperare la Polizia Locale delle sue vere funzioni di pubblica sicurezza e polizia giudiziaria ma aprirebbe nuovamente la strada ad ipotesi di privatizzazione (magari in versione “amministrativistica”!) con tutte le conseguenze del caso, che investirebbero sicuramente anche l’ordine strutturale, ivi compresa l’applicazione della mobilità, della cassa integrazione, dei licenziamenti, ecc., ovvero di strumenti utilizzabili persino in chiave ricattatoria ed inconciliabili con la funzione, corretta ed equanime della prevenzione e repressione dei reati.

Per fortuna a fare da bilanciere, agli Affari Costituzionali della Camera, ci sono altre 5 proposte di legge di riforma della L. 65/86 (C. 1121 Vito, C. 318 Rampelli, C. 387 Savino, C. 255 Guidesi, C. 1859 Brescia), che si propongono di riequilibrare la norma in sinergia alla raccomandazione dell’EU, parlando chiaro e tondo di Contratto di Diritto Pubblico per la PL e andando a rafforzare, in questo modo, il legame tra popolazione, sindaci, Stato e Polizia Locale: una Divisa che, nelle attuali emergenze di terrorismo e pandemia, è diventata il vero ed immediato soccorso pubblico e anello di congiunzione tra Cittadini e Istituzioni Pubbliche.

Continuare a ciurlare nel manico e a spacciare per innovativa una riforma-fotocopia di stampo privatistico, magari peggiorativa della ‘65, significa non aver imparato nulla, in questi anni di buio pesto e di danni incalcolabili, sia in termini economici che di vite umane, provocati dal nefasto decreto Amato, padre della pericolosa privatizzazione del rapporto di lavoro dei Poliziotti Locali d’Italia.

Siamo al dunque: il delicato e pericoloso lavoro PUBBLICO di questa meritoria Polizia di prossimità e di soccorso pubblico deve concretizzarsi nella legge che verrà con i seguenti punti irrinunciabili:

A) rientro nel regime di diritto pubblico ed applicazione del contratto di Polizia (di Stato) identico per contenuti, retribuzione , indennità ed ordinamento su scala nazionale;

B) definizione del ruolo istituzionale delle Regioni attraverso la Conferenza Stato-Regioni;

C) piante organiche e progressione di carriera del “solo personale” di Polizia Locale, con l’esclusione dalle cariche dirigenziali di “trapiantati” dirigenti amministrativi provenienti da altri settori;

D) istituzione di funzionali Accademie e Istituti di Formazione obbligatori per ogni Regione;

E) istituzione di Enti di assistenza del personale per mense, asili nido, colonie estive, attività ricreative e culturali;

F) mantenimento e potenziamento delle qualifiche di legge (polizia giudiziaria, stradale e di pubblica sicurezza) senza limiti temporali e territoriali;

G) armamento del personale equiparato alle altre polizie, nel rispetto delle norme sull’idoneità e sull’obiezione di coscienza;

H) conferimento pieno delle funzioni di agente ed ufficiale di pubblica sicurezza per l’espletamento delle attività di prevenzione;

I) equiparazione previdenziale, pensionistico, assistenziale, delle tutele e dei benefici alla pari delle Forze di Polizia  ad ordinamento Civile dello Stato.

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