Data di pubblicazione:
09 marzo 2010
Abusi edilizi
QUESITO DI UN ABBONATO
Premesso che nel ns. Comune l'Ufficio Tecnico Comunale ha sempre assistito, con le proprie competenze, il personale della Polizia Locale durante l'effettuazione di sopralluoghi in materia di edilizia ed urbanistica, si chiede di conoscere quanto segue:
a) succede, talvolta, anche per il diverso orario di attività, che sia la P.L. ad appurare in autonomia una violazione di carattere edilizio, anche chiaramente definita dal punto di vista del titolo legittimante. In tal senso, la P.L. procede comunicando all'A.G. (se del caso) ed al Dirigente dell'Area tecnica la specifica violazione. Accade, sovente, per completezza di intervento, di redigere una comunicazione di violazione il più completa possibile, indicando anche dimensioni e descrizione del manufatto o, più in generale, delle opere realizzate. In un secondo tempo - giustamente, essendo previsto dal T.U. - anche il tecnico comunale, che opera per conto del Dirigente, chiede di poter effettuare una verifica in luogo; talvolta succede che in tale occasione emergano alcune discrepanze tra i rilievi effettuati dalla P.L. e quelli, sicuramente più precisi e puntuali effettuati dal tencico stesso (o ulteriori casistiche di difformità o ulteriori interventi senza titolo): qui, il tecnico, a fronte di difformità tra il "suo" accertamento e quello comunicato dalla P.L. pone sempre ostacoli a procedere oltre negli atti di propria competenza, chiedendo sempre e preventivamente, prima di agire con gli atti conseguenti, integrazioni e correzioni alle relazioni del Comando. In questo caso il Comando ha sempre sostenuto che è l'attività "tecnica" di accertamento del tecnico (mi scuso per il gioco di parole) che fa fede, atteso che la nostra segnalazione possa limitarsi ad una mera comunicazione di una "presunta" violazione edilizia e che quindi, seppur coerente la richiesta di "variazione e modifica" della relazione iniziale, la mancanza di quest'ultima non deve essere motivo di non procedere comunque con gli atti conseguenti, dopo l'avvenuto accertamento della situazione da parte del tecnico comunale. E' corretta tale interpretazione?
b) il Dirigente dell'Area Tecnica ha paventato la possibilità che siano solo (o anche) i suoi tecnici a procedere negli accertamenti delle violazioni edilizie di carattere amministrativo ma anche nella trasmissione delle comunicazioni di violazione costituenti reato, direttamente all'A.G. Ritenendo fattibile la possibilità di acceertamento di violazioni edilizie aventi carattere amministrativo, il tecnico comunale potrebbe invece procedere di propria iniziativa all'invio delle notizie di reato direttamente all'A.G.? Non pare che lo stesso rivesta la qualifica di "agente di P.G.": non dovrebbe, invece, venuto a conoscenza di un reato, procedere ad informare la Polizia Giudiziaria? Se dovesse inviare in autonomia le c.n.r., dovrebbe integrarle con i verbali di identificazione e poi, se del caso, procedere anche con le indagini delegate dall'A.G. stessa?
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