Data di pubblicazione:
14 ottobre 2004
Salerno. "Carro-attrezzi come fosse pioggia"
Fonte:
Il Mattino
Regione:
Campania
«Carro-attrezzi come fosse pioggia». Elvira Cantarella, comandante dei vigili urbani, affida alla battuta l’indicazione della frontiera sulla quale i caschi bianchi declineranno il mandato della tolleranza zero. Nel mirino «come sempre e, se possibile, più di prima» gli irregolari della sosta auto, quegli automobilisti che parcheggiano in doppia fila, su strade strategiche della viabilità cittadina, ed incuranti dei disagi che arrecano ai loro colleghi di volante. Rimozione forzata dell’auto per chi sceglie di mettersi fuori dalle regole del codice della strada.
Ci vorrà un esercito, comandante.
«Abbiamo forze e risorse adeguate».
Eppure c’è chi vi ritiene troppo fiscali e asfissianti e presenti e chi, invece, mosche bianche.
«È la storia del bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno. Siamo troppi e invasivi per chi ama trasgredire e regole; pochi solo per i pedoni».
C’è che ha osservato - in una nostra inchiesta giornalistica - un difetto di garbo nei comportanmenti in strada e talora anche di efficacia nell’intervenire.
«Non tutti riescono a raggiungere il modello ideale e corretto di vigile che si vorrebbe e che ci dovrebbe essere, purtroppo...».
Sosta selvaggia è un vizio dei salernitani?
«È il vizio di quanti, e sono tanti, vorrebbero un parcheggio al massimo a dieci metri di distanza dal posto dove devono recarsi».
Vizio (e sofferenza per gli altri) dove si concentrano?
«Sulla direttrice est-ovest della città. Lì interverremo anche con i carro-attrezzi».
Ecco la comandante-sceriffo.
«Mi piacciono molto i film d’azione ma non sono uno sceriffo».
E i blitz condotti in prima persone nei locali della movida)?
«Azioni normali di ufficio, compiute con la riservatezza che il caso richiede. Io, comandante, li ho disposte ma non ho guidato in prima persona gli uomini che le hanno eseguite».
Si è parlato di gruppi di fedelissimi, quasi di squdare speciali.
«Amenità. I gruppi di intervento vengono composti facendo leva sulle disponibilità dichiarate e concordandoli, dal punto di vista organizzativo, con i sindacati».
Sindacati con i quali è spesso in tensione.
«Tutto rientra nella fisiologia dei rapporti istituzionali e dei ruoli. Così come può esserci divergenza di vedute altrettanto si trova il punto di equilibrio».
Si ritiene un comandante amato e stimato dalla sua truppa e dagli amministratori che le hanno affidato l’incarico che ricopre?
«Non tocca a me rispondere».
Torniamo alle emergenze. Sosta selvaggia, movida e poi...
«Gli ambulanti abusivi. Nei confronti dei quali agiamo con fermezza e difficoltà...».
Quale difficoltà?
«Questa categoria di persone suscita la rabbia dei commercianti ma i cittadini, che sono clienti, vedono di buon occhio la loro presenza. Spesso, quando ci capita di intervenire, ci tocca sentirci chiamare dalla gente ”intolleranti” se non addirittura razzisti...».
Morale?
«Su questo come tutte le ”patologie” che affrontiamo emerge un elemento comune. È l’idea di legalità che hanno i cittadini. Secondo la quale, a prescindere dalle regole, è legale tutto ciò che non viene sanzionato: così è, purtroppo, per la sosta, per gli ambulanti abusivi, per i ruomori dei locali della movida».
Ci vorrà un esercito, comandante.
«Abbiamo forze e risorse adeguate».
Eppure c’è chi vi ritiene troppo fiscali e asfissianti e presenti e chi, invece, mosche bianche.
«È la storia del bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno. Siamo troppi e invasivi per chi ama trasgredire e regole; pochi solo per i pedoni».
C’è che ha osservato - in una nostra inchiesta giornalistica - un difetto di garbo nei comportanmenti in strada e talora anche di efficacia nell’intervenire.
«Non tutti riescono a raggiungere il modello ideale e corretto di vigile che si vorrebbe e che ci dovrebbe essere, purtroppo...».
Sosta selvaggia è un vizio dei salernitani?
«È il vizio di quanti, e sono tanti, vorrebbero un parcheggio al massimo a dieci metri di distanza dal posto dove devono recarsi».
Vizio (e sofferenza per gli altri) dove si concentrano?
«Sulla direttrice est-ovest della città. Lì interverremo anche con i carro-attrezzi».
Ecco la comandante-sceriffo.
«Mi piacciono molto i film d’azione ma non sono uno sceriffo».
E i blitz condotti in prima persone nei locali della movida)?
«Azioni normali di ufficio, compiute con la riservatezza che il caso richiede. Io, comandante, li ho disposte ma non ho guidato in prima persona gli uomini che le hanno eseguite».
Si è parlato di gruppi di fedelissimi, quasi di squdare speciali.
«Amenità. I gruppi di intervento vengono composti facendo leva sulle disponibilità dichiarate e concordandoli, dal punto di vista organizzativo, con i sindacati».
Sindacati con i quali è spesso in tensione.
«Tutto rientra nella fisiologia dei rapporti istituzionali e dei ruoli. Così come può esserci divergenza di vedute altrettanto si trova il punto di equilibrio».
Si ritiene un comandante amato e stimato dalla sua truppa e dagli amministratori che le hanno affidato l’incarico che ricopre?
«Non tocca a me rispondere».
Torniamo alle emergenze. Sosta selvaggia, movida e poi...
«Gli ambulanti abusivi. Nei confronti dei quali agiamo con fermezza e difficoltà...».
Quale difficoltà?
«Questa categoria di persone suscita la rabbia dei commercianti ma i cittadini, che sono clienti, vedono di buon occhio la loro presenza. Spesso, quando ci capita di intervenire, ci tocca sentirci chiamare dalla gente ”intolleranti” se non addirittura razzisti...».
Morale?
«Su questo come tutte le ”patologie” che affrontiamo emerge un elemento comune. È l’idea di legalità che hanno i cittadini. Secondo la quale, a prescindere dalle regole, è legale tutto ciò che non viene sanzionato: così è, purtroppo, per la sosta, per gli ambulanti abusivi, per i ruomori dei locali della movida».
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