Ex poliziotto sequestra bus di turisti: è strage
è stato sequestrato da un ex funzionario di polizia a Manila. L'ex agente, che ha già liberato nove degli ostaggi, avrebbe compiuto il gesto nel tentativo di essere reintegrato nel corpo. L'anno scorso era stato infatti licenziato con l'accusa di estorsione, furto, lesioni personali e minacce. Le teste di cuoio sarebbero intervenute e, dopo oltre un ora di blitz, il sequestratore è stato ucciso.
Il sequestro è avvenuto intorno alle 9 di mattina (le 3 di notte in Italia) nel parcheggio del 'Luneta Park', un parco turistico di Manila. L'uomo, armato di un fucile M-16, è salito a bordo di un bus di turisti e li ha presi in ostaggio, avviando così le trattative per il loro rilascio. Secondo i primi accertamenti, sul veicolo al momento dell'assalto vi erano 25 persone, 22 cinesi di Hong Kong e 3 filippini; tra loro anche molti bambini. Dopo aver lanciato alcuni ultimatum ai negoziatori, il sequestratore ha rilasciato,
in maniera scaglionata, nove occupanti del bus, tra cui due bambini e alcune donne. Le prime trattative sono state svolte attraverso fogli affissi dall'ex agente sui vetri del bus. Su uno di questi campeggiava la scritta 'Un grande errore per correggere una grande decisione sbagliata'; con ogni probabilità il riferimento sarebbe alla situazione dell'uomo, un ex ispettore di polizia espulso dal corpo perché accusato di furto, estorsione e lesioni personali. L'ex agente avrebbe quindi compiuto il gesto per cercare di essere reintegrato nei ranghi della polizia filippina.
Attorno all'area in cui si trova parcheggiato il bus si sono schierate le forze dell'ordine e soprattutto sono state dispiegate una ventina di teste di cuoio filippine, pronte a entrare in azione. Stando alle prime dichiarazioni dei negoziatori, in un primo momento l'intervento armato era considerato solamente come ultima ipotesi. Le trattative per liberare gli ostaggi sembravano infatti procedere in maniera positiva e soprattutto senza spargimento di sangue, come dimostrato dall'avvenuto rilascio di nove degli occupanti del mezzo. Uno dei responsabili della polizia locale aveva inoltre sottolineato che l'uomo sembrava essere collaborativo, e che gli ostaggi ancora all'interno dell'autobus 'stessero tutti bene'. La situazione è però degenerata quando dall'interno del bus si sono uditi alcuni spari. Le teste di cuoio sono pertanto intervenute e, con non poche difficoltà, sono riuscite ad avvicinarsi al mezzo e a distruggere i vetri nel tentativo di entrare. Il blitz è durato oltre un'ora fino a quando una figura umana è apparsa all'altezza del portellone e si è accasciata, priva di vita, sul vetro infranto. Si trattava con ogni probabilità del sequestratore, il quale sarebbe stato ucciso dopo oltre 13 ore di trattative. Subito dopo l'uccisione dell'ex agente, dal bus sono cominciati a scendere alcuni superstiti. Stando alle prime indiscrezioni, questi ultimi sarebbero almeno tre, mentre secondo altre fonti, la gran parte degli occupanti sarebbe stata uccisa dagli spari del sequestratore
Tra le persone che stavano negoziando con l'ex agente, ci sarebbero state sua moglie e suo fratello, anch'egli agente di polizia. Secondo alcune indiscrezioni, il sequestratore tra le ultime richieste prima che la situazione mutasse, aveva richiesto di poter
parlare alla stampa, e di poter avere del cibo per gli occupanti dell'autobus.
Fonte:
Dailyblog
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