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Data di pubblicazione: 14 ottobre 2004

Comparto Sicurezza: firma contro l'"autunno caldo"

PoliziaMunicipale.it
Roma - Centoundici euro lordi in più al mese (circa 69 euro netti) nelle buste paga degli oltre 480mila uomini e donne delle forze armate e di Polizia, questo il trattamento economico contenuto nel rinnovo contrattuale per il biennio 2004 – 2005, firmato mercoledì 13 ottobre presso il Ministero della Funzione Pubblica.
Un risultato importante per Governo e Funzione pubblica (rappresentati a palazzo Vidoni dal ministro della Funzione Pubblica
Luigi Mazzella, dal vicepresidente del Consiglio
Fini ed i sottosegretari all’Economia ed alla Difesa
Vegas e
Mantovano) che hanno chiuso nell’anno in corso la trattativa, permettendo anche un veloce recupero degli arretrati da gennaio 2004, già nel primo stipendio calcolato con i nuovi conteggi.
Negativo invece il giudizio dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil che non hanno firmato l’accordo, al contrario dei sindacati autonomi, (Co.Ce.R di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza, Sap, Sappe e Sapaf in rappresentanza di Polizia, Polizia Penitenziaria e Guardia Forestale) che incassano però la promessa del Governo di procedere alla soluzione di altre questioni strategiche, ovvero riordino delle carriere ed eventuale separazione dei comparti (Forze Armate da una parte e Forze di Sicurezza dall’altra) con corrispondente differenziazione dell’attività di contrattazione collettiva.
L’altra prospettiva attesa dai sindacati di militari, poliziotti e forestali è poi quella
dell’adeguamento ai prossimi contratti del pubblico impiego, su cui Governo e sindacati si ritrovano ora sulle barricate. Di fronte al 3,7 % di aumenti previsti nel Dpef, infatti, i confederali chiedono aumenti dell’8%. E su qetsa forbice che però la possibilità di una mediazione è pressochè certa, come dichiarato anche dal Ministro
Mazzella, e le stime dell’aumento definitivo oscillano intorno al 5-6 %. In tal caso, dunque, anche per il personale delle Forze Armate e di polizia scatterebbe l’adeguamento agli aumenti del pubblico impiego.
Alla luce della situazione complessiva, dunque, la firma sul contratto dei comparti sicurezza rappresenta anche un’efficace mossa politica del Ministero della Funzione Pubblica che, con l’assenso dei sindacati autonomi appena incassato, raccoglie i frutti di un costante lavoro di mediazione voluto da
Mazzella e lancia segnali chiari anche al mondo del Pubblico Impiego: in sintesi, di fronte alla stagnazione economica in atto ed all’obiettivo programmatico di riduzione delle tasse, se quella particolare fetta di pubblico impiego rappresentata da Forze armate e di Polizia approva un rinnovo ai minimi aumenti possibili, sarebbe il caso per tutti, confederali del pubblico impiego in testa, accettare mediazioni responsabili sui rinnovi in cantiere. Una via d’uscita, forse, dai disagi dell’autuno caldo delle lotte sindacali già preannunciate. (TelePA.it)
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